Le nostre radici

di William E. White, Ph.D.(*)


Sono onorato di esprimere un benvenuto nella rivista CorpoNarrante.
Per me rappresenta una voce nuova nella letteratura professionale, in parte perché comprende il pensiero, le esperienze e la ricerca di studenti nel campo dell’Analisi Bioenergetica. È ovvio che è sempre una soddisfazione ascoltare professionisti senior che hanno integrato la loro esperienza e che negli anni possono condividere il sapere di quelle scoperte. Tuttavia, è altresì rigenerante ascoltare coloro che hanno meno esperienza e che condividono le loro idee.
Ho avuto il piacere, come trainer internazionale, di partecipare sin dall’inizio al programma di formazione in IIFAB. Negli anni sono stato testimone di innumerevoli ore di generoso impegno profuso da parte di insegnanti volontari a studenti e tirocinanti nelle classi e nei setting clinici.
Conosco ed apprezzo la dedizione dei Direttori e della Facoltà e il loro entusiasmo per l’Analisi Bioenergetica. Questo spirito di partecipazione è contagioso e porta gli studenti nella vitalità di un’esperienza personale e condivisa di apprendimento. Tutto questo è basato sul lavoro seminato da Alexander Lowen, il quale ha dichiarato che il senso fondamentale di sé che rappresenta una persona è radicato nel corpo e nelle sensazioni.
E’ anche essenziale che ogni persona radicata nel proprio corpo, abbia una voce per esprimere la propria verità. Benvenuto, allora, alla voce di questo corpo in CorpoNarrante, in quanto esprime le esperienze e le verità dei sui docenti, degli studenti e dei diplomati.




(*) Già Presidente dell’I.I.B.A., International Institute for Bioenegetic Analysis, fondato a New York da Alexander Lowen M.D.

Numero 1 - Dicembre 2009:



Abstract

  • Giuseppe Carzedda - Il sentimento del ridicolo e l'emozione della vergogna nelle esperienze corporee in Analisi 
    Nell’articolo, attraverso la discussione di un caso clinico trattato con il metodo dell’Analisi Bioenergetica, viene affrontato il tema dell’emozione della vergogna e del suo possibile emergere nel vissuto soggettivo del paziente attraverso il sentimento del percepirsi ridicolo nelle esperienze corporee proposte in psicoterapia.
    L’autore evidenzia come il processo terapeutico possa svilupparsi a partire dall’elaborazione di questo sentimento, ma anche come le complesse e intense valenze affettive che ne risultano implicate possano rendere difficoltosa la gestione di tale compito all’interno della diade analitica.
    Tali difficoltà, che spingono anche a riconsiderare il ruolo che all’emozione della vergogna deve essere in generale riconosciuto all’interno del  processo di sviluppo psicologico dell’individuo, rendono ancora più evidente la rilevanza assunta dal tema dell’intersoggettività all’interno della relazione analitica: in tale prospettiva di riflessione teorico-clinica viene anche riconosciuta una particolare importanza a considerazioni derivate dal pensiero fenomenologico e in base alle quali anche i soli sguardi pensati possono assumere una centrale rilevanza lungo il  ponte della relazione che unisce bidirezionalmente il terapeuta con il paziente.

  • Simona De Stasio - Infant Massage: fattore facilitante nelle interazioni diadiche primarie?
    L’articolo affronta l’universo del neonato focalizzandosi in particolare sul contatto all’interno delle prime interazioni diadiche genitore bambino. Attraverso l’analisi della letteratura internazionale vengono riportati gli effetti sullo sviluppo psicologico del contatto in fase neonatale. L’autrice effettua una rassegna sui più significativi contesti di applicazione dei gruppi di training sull’infant massage, evidenziando gli esiti più pregnanti sullo sviluppo e consolidamento del legame genitore bambino.

  • Maria Bizzarri, Caterina De Vito - La formazione dei formatori: un progetto di prevenzione del disagio giovanile nelle scuole
    L’articolo riguarda l’attuazione di un progetto di formazione per docenti e di interventi per gli alunni in alcune scuole medie statali di primo livello. Particolare attenzione è stata rivolta all’espressione corporea ed emotiva dei docenti perché divenissero più consapevoli di sé, dei loro messaggi verbali e non verbali spesso incongrui per instaurare comunicazioni e relazioni più chiare e funzionali. Gli insegnanti così formati hanno avuto un’importante funzione di stimolo per l’attivazione di interventi di educazione alla sessualità e di socializzazione in alcune classi problematiche. La presenza di alcuni docenti formati nelle classi, richiesta dalle autrici con l’obiettivo di non accettare la delega,  è stata fondamentale per sperimentare gli strumenti acquisiti e consentire loro una lettura diversa di quei comportamenti solitamente riferiti ai ragazzi “cattivi” per considerarli invece all’interno di una rete di rapporti circolari disfunzionali che coinvolgevano tutto l’ambiente che ruotava intorno ad essi.




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