Le nostre radici

di William E. White, Ph.D.(*)


Sono onorato di esprimere un benvenuto nella rivista CorpoNarrante.
Per me rappresenta una voce nuova nella letteratura professionale, in parte perché comprende il pensiero, le esperienze e la ricerca di studenti nel campo dell’Analisi Bioenergetica. È ovvio che è sempre una soddisfazione ascoltare professionisti senior che hanno integrato la loro esperienza e che negli anni possono condividere il sapere di quelle scoperte. Tuttavia, è altresì rigenerante ascoltare coloro che hanno meno esperienza e che condividono le loro idee.
Ho avuto il piacere, come trainer internazionale, di partecipare sin dall’inizio al programma di formazione in IIFAB. Negli anni sono stato testimone di innumerevoli ore di generoso impegno profuso da parte di insegnanti volontari a studenti e tirocinanti nelle classi e nei setting clinici.
Conosco ed apprezzo la dedizione dei Direttori e della Facoltà e il loro entusiasmo per l’Analisi Bioenergetica. Questo spirito di partecipazione è contagioso e porta gli studenti nella vitalità di un’esperienza personale e condivisa di apprendimento. Tutto questo è basato sul lavoro seminato da Alexander Lowen, il quale ha dichiarato che il senso fondamentale di sé che rappresenta una persona è radicato nel corpo e nelle sensazioni.
E’ anche essenziale che ogni persona radicata nel proprio corpo, abbia una voce per esprimere la propria verità. Benvenuto, allora, alla voce di questo corpo in CorpoNarrante, in quanto esprime le esperienze e le verità dei sui docenti, degli studenti e dei diplomati.




(*) Già Presidente dell’I.I.B.A., International Institute for Bioenegetic Analysis, fondato a New York da Alexander Lowen M.D.

Numero 3 - Dicembre 2010:



Abstract

  • Guy Tonella - Il narcisismo: un deficit primario? La risposta caratteriale del bambino manipolato? L’identificazione progressiva a una cultura dell’immagine e del potere?
    (Relazione presentata alla conferenza organizzata dall'IIFAB  il 1° ottobre 2010  sul tema:
    “Il narcisismo nel processo analitico-corporeo: dal corpo immagine al corpo sentito”
    Il Narcisismo è considerato, a giudizio di molti, uno fra i mali più diffusi ed inquitanti della nostra società.  La problematica narcisistica è molto complessa e interessante per la sua trasversalità e la multifattorialità da cui origina. Potremmo chiederci, ad esempio: siamo in presenza di un deficit primario? Oppure di una reazione difensiva verso un ambiente abusante? O anche, di un conformismo nei confronti di una società e una cultura basata sul successo, sul potere e sul culto dell’immagine? Ma anche: quanti di questi fattori, insieme ad altri che si potrebbero aggiungere, operano contemporaneamente in maniera tale da renderli spesso difficilmente distinguibili?

  • Marella Tarini - Tempi brutti e discipline "PSI"
    Contributo di riflessione sulle diverse conseguenze che la crisi economica di questi anni produce nel campo delle professioni cosiddette “PSI” e sulla qualità delle prestazioni e dei servizi che vengono erogati in contesti di tipo pubblico .

  • Francesca Celupica - Divagazioni Epistemologiche tra i piani dell’Analisi Bioenergetica
    In quale rapporto si pone l’ Analisi Bioenergetica rispetto ai paradigmi  fondamentali che descrivono una disciplina come una teoria scientifica, comunicabile e condivisibile come pratica? In che modo questa disciplina riflette la cultura del suo tempo di origine e sviluppo? Quale eredità lascia l’interpretazione Loweniana, di fronte alle teorie fenomenologiche della percezione e del vissuto soggettivo e di fronte a quelle più espressamente fisicaliste, che hanno spinto la ricerca fino alle innovazioni introdotte dalle neuroscienze. Quale il posto dell’Analisi Bioenergetica nel mondo della Psicoterapia Contemporanea?
    In quest’articolo verranno presentate alcune delle ipotesi di lettura possibili dello sviluppo nel tempo dell’Analisi Bioenergetica, intesa come teoria esplicativa del comportamento umano e dello sviluppo psicologico dell’essere umano e come pratica di intervento nell’attività clinica.

  • Marella Tarini - La violenza e gli operatori
    All’interno delle attività didattiche di un corso di formazione promosso a favore degli operatori da una istituzione pubblica sanitaria per la condivisione di un percorso di accoglienza nei casi di violenza, è stato inserito questo intervento:  il corso, in gran parte incentrato sull’apprendimento di protocolli standardizzati di azioni, ormai condivisi in diverse realtà sanitarie pubbliche italiane, è stato integrato con questo punto di vista, che si riferisce alla necessità di declinare invece l’esperienza della violenza e del trauma secondo le categorie della teoria della complessità, sottolineando le implicazioni affettive degli operatori del campo istituzionale di fronte ai pazienti violentati e traumatizzati, e suggerendo che, per gli operatori stessi, debbano configurarsi setting stabili e continuativi, coordinati da un supervisore, all’interno dei quali poter elaborare i vissuti e poter produrre progettualità operativa il più possibile libera dagli “agiti” terapeutici.

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