Le nostre radici

di William E. White, Ph.D.(*)


Sono onorato di esprimere un benvenuto nella rivista CorpoNarrante.
Per me rappresenta una voce nuova nella letteratura professionale, in parte perché comprende il pensiero, le esperienze e la ricerca di studenti nel campo dell’Analisi Bioenergetica. È ovvio che è sempre una soddisfazione ascoltare professionisti senior che hanno integrato la loro esperienza e che negli anni possono condividere il sapere di quelle scoperte. Tuttavia, è altresì rigenerante ascoltare coloro che hanno meno esperienza e che condividono le loro idee.
Ho avuto il piacere, come trainer internazionale, di partecipare sin dall’inizio al programma di formazione in IIFAB. Negli anni sono stato testimone di innumerevoli ore di generoso impegno profuso da parte di insegnanti volontari a studenti e tirocinanti nelle classi e nei setting clinici.
Conosco ed apprezzo la dedizione dei Direttori e della Facoltà e il loro entusiasmo per l’Analisi Bioenergetica. Questo spirito di partecipazione è contagioso e porta gli studenti nella vitalità di un’esperienza personale e condivisa di apprendimento. Tutto questo è basato sul lavoro seminato da Alexander Lowen, il quale ha dichiarato che il senso fondamentale di sé che rappresenta una persona è radicato nel corpo e nelle sensazioni.
E’ anche essenziale che ogni persona radicata nel proprio corpo, abbia una voce per esprimere la propria verità. Benvenuto, allora, alla voce di questo corpo in CorpoNarrante, in quanto esprime le esperienze e le verità dei sui docenti, degli studenti e dei diplomati.




(*) Già Presidente dell’I.I.B.A., International Institute for Bioenegetic Analysis, fondato a New York da Alexander Lowen M.D.

Numero 4 - Dicembre 2011:



Abstract

  • Guy Tonella - Una memoria per il corpo

  • Maria Rita Borrello - "Dimensione Burn-out"-Seminario di Formazione Continua per il Personale Sanitario
    Il Burn-out è una sindrome da esaurimento emotivo, spersonalizzazione e riduzione delle capacità personali, il rischio cui vanno incontro le “helping professions”, le professioni che si occupano della gente ed hanno a che fare con la sofferenza umana.
    Con l’obiettivo di prevenirne l’insorgere, o di intervenire tempestivamente, è sorto nel 2001 un Seminario di Formazione Continua per il personale sanitario -Coordinatore Infermieristico del Settore Psichiatrico- di una ASL di Roma. Il gruppo, condotto da due psicoterapeute docenti dell’Istituto, ha assunto nel tempo una propria identità, configurandosi nel tempo come uno “spazio protetto”con funzioni di contenimento-supporto-stimolo per i partecipanti, un punto di riferimento importante per elaborare conflittualità e disagi e sperimentare nuove strategie relazionali e comportamentali.

  • Francesco Mallardi / Franca Adele Rizzuni - Riflessioni sull'uso del contatto in Analisi
    La prima parte dell’articolo evidenzia l'ambivalenza che connota l’uso del contatto fisico in psicoterapia, come questo tema sia fonte di controversia tra diverse scuole di pensiero, in particolare quella psicoanalitica, e ne analizza le principali ragioni storiche e teoriche.
    La seconda parte dell’articolo esplora la relazione, quale bisogno primario per l’essere umano, "condicio sine qua non" per lo sviluppo di  un Sé corporeo intersoggettivo ed evidenzia i contributi offerti sia dalla psicologia clinica (infant observation, teorie dell’attaccamento, ecc.) che dalle neuroscienze.
    La terza parte dell’articolo esamina l'uso del contatto fisico come intervento terapeutico, al fine di cogliere le potenzialità e i possibili rischi insiti in questa tecnica.

  • Nunzio Oriolo - Fra te e me un concerto di emozioni
    I risultati provenienti in parte dalle neuroscienze, in parte dalle ricerche sull’efficacia terapeutica e soprattutto dalla ricerca nell’ambito della psicologia dell’età evolutiva, hanno gettato una nuova luce sulla natura dei processi interattivi nella relazione terapeutica. Essi impongono una rivisitazione dei modelli terapeutici. L’articolo affronta le principali dimensioni della regolazione affettiva nella relazione terapeutica alla luce dei risultati dell’infant research ed espone alcune considerazioni sulle possibili conseguenze per il lavoro clinico in Analisi Bioenergetica.

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